ATTIMIS: il Museo archeologico medioevale ed i Castelli

Il Museo Archeologico Medioevale è il primo in Regione interamente dedicato alla vita quotidiana nei castelli medievali.Sono esposti oltre 250 reperti originali che provengono dai nove castelli della pedemontana orientale (Attimis Superiore, Attimis Inferiore, Partistagno, Soffumbergo, Cucagna,

MALNISIO: IL SENTIERO DELL’IMMAGINARIO SCIENTIFICO

Immersa nel rigoglioso paesaggio naturale pedemontano, l’ex Centrale idroelettrica “Antonio Pitter” è uno splendido esempio di architettura industriale di primi del Novecento ed è oggi un museo dove è possibile vedere i macchinari originali perfettamente conservati e la sala comandi. Rappresenta inoltre un’occasione unica per conoscere la storia dell’avventura tecnologica che ha trasformato il torrente Cellina in fonte energetica e ha portato ad illuminare per la prima volta Piazza San Marco a Venezia..



I TOMATS e i MASCARARS DI TARCINT

Un tempo il Carnevale veniva vissuto molto intensamente nei paesi della riviera tarcentina. Un elemento particolare che ha identificato il Carnevale in questa località del Friuli sono appunto le maschere lignee che vengono localmente chiamate “tomâts”. Non si può indicare con precisione il periodo in cui ebbe inizio questa tradizione ma si può affermare che il periodo d’oro fu tra le due guerre mondiali. In quell’epoca fiorirono anche delle scenette satiriche chiamate “strîts” (in friulano : trillo d’uccello) che venivano rappresentate dai gruppi mascherati e portate di borgo in borgo..



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GRIGNANO: IL SENTIERO DELL

Nella sede di Grignano, l’Immaginario Scientifico propone percorsi museali tra gli exhibit interattivi della sezione Fenomena – dal vortice d’acqua al tornado di vapore, dal deserto in scatola ai giochi e gli esperimenti con bolle di sapone, luci, ombre e colori – le mostre temporanee multimediali di Kaleido – spettacolari immagini su temi di scienza e attualità proiettate su maxischermi e accompagnate da musiche originali – il planetario Cosmo e il ricco menù di attività di didattica informale e di ludo-didattica per gruppi e singoli di ogni età..



Visita alla miniera di Raibl e al Parco avventura di Sella Nevea

A circa 9 km a sud di Tarvisio, lungo la Valle del Rio Nero, si trova il paese di Cave del Predil – Raibl, sorto ad opera dei minatori che estraevano, fino al giugno del 1991 solfuri di zinco (Blenda) e piombo (Galena) dalle viscere del Piccolo Monte Re ossia dalla principale miniera di piombo e zinco dell’intero arco alpino.
Fonti storiche testimoniano l’attività estrattiva su vasta scala a partire sin dagli inizi dell’XI secolo, anche se è possibile che già in tempi remoti, pre-romani, fosse recuperato il piombo: l’utilizzo di manufatti di tale metallo è segnalato in località vicine già 800 anni prima dell’era cristiana.



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ABBAZIA DI ROSAZZO MANZANO

La cittadina di Manzano sorge sulle sponde del fiume Natisone. Le origini di Manzano sono remote, dovrebbero risalire all’epoca dei Romani; infatti il toponimo stesso deriva dal nome di un colono romano di nome Amantius. Altre notizie storiche risalgono all’anno 1135 quando Manzano entrò a far parte del Patriarcato di Aquileia. Manzano è circondata dai Colli Orientali, splendide colline sui cui terrazzi si coltiva da secoli la vite ed ora anche l’ulivo. E’ questa la terra del Picolit, della Ribolla Gialla e del Sauvignon, del Pignolo, del Refosco e dello Schioppettino, alcune tra le gemme più note ai cultori dell’arte di Bacco.



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ABBAZIA DI SESTO AL REGHENA

Le origini di Sesto risalgono quasi certamente all’epoca preromana come testimoniano i numerosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio. Il toponimo stesso “Sesto” indica che questa località era una “statio” cioè una postazione militare romana collocata al sesto miliario della strada consolare Giulia che collegava Concordia con il Norico. Sotto la dominazione longobarda la cittadina conobbe uno sviluppo significativo, ma in seguito alle invasioni degli Ungheri (nel X sec.) subì saccheggi e devastazioni tali che rimasero a lungo impresse nella memoria del popolo friulano.



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ABBAZIA DI MOGGIO UDINESE

Le origini di Moggio sono remote. Il primo documento rinvenuto risulta datato 1072, ma alcune monete romane che sono state ritrovate in seguito a scavi sul colle di Santo Spirito ed anche all’interno del Chiostro abbaziale attestano l’esistenza di insediamenti già in epoca romana. Si ipotizza che precedentemente ci fossero insediamenti di Celto-Carni. Con molta probabilità l’origine del nome è slava come anche molti altri toponimi della vallata..



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